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Nascosta in un tronco cavo
La sua lingua era
Il mormorio delle fronde
Canto di Salamandre
Che riposano nel fuoco
Melodia delle ondine
Figlie delle acque
Sono mille le voci nascoste
Che l'uomo non sente,
Ogni spirito del vento
Ha un nome diverso
Ma gli spettri della notte
Non emettono alcun rumore
Non guardarli, non cercarli
Fuggi da loro.
Egle Rizzo
tratto da
Aletheya (1° vol. de: "Il volto della Duplice Luna") |

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Ho imparato cos’è il
romanticismo
amandoti alla
pazzia,
ho capito cos’è la vita
guardandoti negli occhi,
ho compreso cos’è la felicità
passando ogni istante con te,
ho intuito cos’è la morte
quando ormai era troppo tardi…
Grondante tra le tue braccia,
nuotavo in una pozza di sangue
mentre le tue mani
dolcemente m’accarezzavano…
Un ultimo sguardo
a tutto ciò che avevo,
cui ero disperatamente pendente,
aggrappato alla mia vita.
Un volto splendente
coronato da plumbei inserti
che mai avevo visto,
che non volevo credere esistenti…
E diluendo il rosso a fiumi
di lacrime dai tuoi occhi,
solo allora ho capito che eri
l’angelo della mia morte…
Guido
Gattavari |